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CATALOGO

Thrangh

''Erzefilisch''

Label: Altipiani

Cover art

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Descrizione

Il progetto Thrangh nasce a Roma e consiste in un delirio culturale che tritura generi diversi e li risputa sotto forma di amalgama sonoro metamorfico, cut-up di situazioni strumentali nate in sessioni improvvisative e quindi riorganizzate secondo la trascrizione fluttuante di un'esperienza onirica. Il set consiste tendenzialmente in un'unica esecuzione, senza soluzione di continuita', che alterna momenti corali ritmicamente molto serrati a segmenti di improvvisazione free (r)umoristica, una lucida mistificazione disordinata di elementi discostanti che esalta il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

Vincitori delle selezioni regionali di Arezzo Wave 2006

Vincitori di Martelive 2005 (Categoria Musica)

Press quotes

"Erzefilisch non può che portare alla memoria l'opera musicale di un'altra band laziale, gli Zu. I Thrangh mettono in mostra lo stesso amore per il jazz noise, la decostruzione e la violenza dell'interpretazione ...una grande dose di grinta e un leggero sapere malinconico che fa capolino tra le pieghe dei brani..." - ROLLING STONE

“…Per questi brani non si può definire un genere…Al diavolo gli stereotipi, qui va in scena tutta un’altra musica, fatta di avanguardia, tecnica, improvvisazione, progressività!” – ROCKERILLA

“…Ritmica indiavolata, sax impazzito, chitarre taglienti e basso a propulsione, gli elementi di questa musica febbrile e dalle tinteggiature noir. Molto interessante” - BUSCADERO

“Arrivano da Roma i Thrangh e mettono in mostra una verve e una creatività esplosiva notevoli. A metà strada tra Mike Patton, John Zorn e gli Zu, miscelano in parti uguali post-rock e free jazz, noise e hardcore, psichedelia e groove...non c’è niente di buttato a caso e ogni singolo brano scorre a meraviglia, il che testimonia come dietro ai Thrangh ci sia una grande dose di talento…” – METAL MANIAC

“I Thrangh attingono dal serbatio del free jazz, senza rinunciare a esplosioni rumoristiche e improvvise tentazioni melodiche…” – ROCKSOUND

“Ecco un gruppo italiano che sa decisamente parlare il linguaggio jazz-core, mischiarlo col math-rock, con un po’ di post, con violenza e morigeratezza, senza avere come risultante la solita, ma giocoforza inferiore, riproposizione della magica cacofonia di Sun Ra. No, non sto parlando degli Zu, anche se questi rappresentano il riferimento immediato e più efficace per esprimere a parole la musica dei Thrangh, sorpresa del panorama Altipiani, col loro enigmatico (dal punto di vista dizionariale) Erzefilisch...stupefacente la loro capacità di intervallare passaggi tortoise-iani (se non addirittura di derivazione Soft Machine) con escrescenze rumoriste improvvise alla Painkiller” - SENTIREASCOLTARE

"Pulp music. Con tutto il carico di follia che può sganciare. E un'infoiato arrembaggio strumentale. I Thrangh, col primo disco che ha proprio quella specifica patina dei "primi", polposissimi lp di una volta, esplodono. Letteralmente. Scoppiano. Eppure – eppure - sanno cesellare il loro strabordante delirio culturale, prima che musicale, e confezionarlo come solo i grandissimi sapevano fare" - ROCKIT

Links

www.myspace.com/thrangh
www.altipiani.it