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CATALOGO

fish of ApriL

''Violet Pharmacy''

Label: Seahorse

Cover art

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Descrizione

fish of ApriL è il primo progetto musicale di Alessio Pinto, giornalista, scrittore, accanito scommettitore con trascorsi in galera. “Violet Pharmacy” nasce dopo 5 anni di brani registrati cantando i bassi, le chitarre, le tastiere, imitando una batteria con bacchette suonate su letti, armadi, pavimenti, il tutto sovrainciso a più piste con un walkman. Canzoni ideate quasi prevalentemente in pullman e in aereo, voci multifunzionali diventate poi arrangiamenti e composizioni grazie al contributo unico di Paolo Messere, leader dei Blessed Child Opera e produttore di Maisie, Ulan Bator nonché capo dell'etichetta Seahorse Recordings. Quello di 'fish of ApriL' è un sober-rock impaziente e trasandato, avulso da isterismi sociali e fobie politiche. Un concept album sull'ippica e sulle emozioni inconfessabili, cupo e sghignazzante.

Press quotes

"Low-fissimo, ripreso tra quattro mura ma sincero e sentito il giusto. Un gran rock minimalista che ripesca in diversi mari...Basta sapere che Violet Pharmacy è un bel disco?" - voto 7 RUMORE

“Chitarre belle distorte, ora secche ora catarrose che fanno tutto in sospensione low-fi, cantate con bassi toni che simulano (o no, forse) una certa sciatteria. … E' come un frullato di cose belle: Savage Republic, New Order di Movement, i Fasten Belt senza punk, Sisters of Mercy senza batteria elettronica (Dr. Avalanche) e arpeggi, Iggy Pop che diffonde suicidio… ecco, ma non assomiglia niente di questo, perché tutto è stato sminuzzato e restituito come borborigmo costante, flatulenza d'incenso, velleità genialoide.” - INDIEPOP

"Quella di "Violet Pharmacy" è una musica cupa, proveniente da un animo oscuro, costretto a fare i conti con se stesso e con un immenso spazio vuoto dominato dalla nebbia. Così mi appare l'esordio di Alessio Pinto (già scrittore e giornalista), un album in cui i bassi fanno da padroni e dove tonalità profonde predispongono a quel tipo di contemplazione ad occhi spenti che porta verso l'interno, verso quelle dimensioni difficilmente decifrabili attraverso la logica. un album fatto per dei momenti, come quelli immediatamente successivi al risveglio, in cui il tempo sembra arrestarsi o rallentare." - ROCKIT

"Scazzato e frastornato indie/wave: i Fish of April sono una band italiana che dopo aver rastrellato per bene le forme più contorte della new wave fine ’80, ha colto nel segno riuscendo riformularne l’aspetto." In Your Eyes Ezine

"ecupero, elegante e ben reso, di un postpunk tenebroso e di una wave tipicamente eighties" - DiRadio

"...Ian Curtis imbottito di oppiacei; Lou Reed stretto in qualche lucido abitino in latex; i Pavement headliner a un funerale (Namid Grey); Adrian Moffat intento a lucidare le scarpe a punta del Nick Cave pre-Bad Seeds (Lautarj e Rockmaster). Musica torbida e scheletrica con cui non è facile scendere a patti, un rock cupo e visionario ricco di entusiasmi al Valium, partorito sotto la Cortina di Ferro (Distant Way), scosso da un battere inespressivo, martoriato da un cantato senza grazia. Sgrammaticato e lancinante come soltanto alcune opere prime sanno essere, "Violet Pharmacy" descrive il mondo a tinte forti di Alessio Pinto..Il tutto sparato lì, disadorno, essenziale, quasi introspettivo, senza fondamenta certe né riparo sulla testa. Uno scenario urbano squallido e puzzolente che all'inizio spaventa, ma che col trascorrere dei minuti viene quasi da chiamare “casa”" - LIFT

Links

www.myspace.com/fishofapril
www.seahorserecordings.com